Archivio-Biblioteca Enrico Travaglini

per gli studi sociali e il libero pensiero

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Note introduttive

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La raccolta libraria è composta da circa 5.000 monografie selezionate in base agli ambiti di specializzazione dell’istituto, stampate in Italia e all’estero a partire dalla metà del XIX secolo; in particolare, le edizioni ottocentesche sono oltre 400, mentre quelle pubblicate nei periodi 1900-1920 e 1921-1950 sono in entrambi i casi circa 500.

Rilevante è la collezione di opuscoli (diverse centinaia), tipologia di pubblicazione tutt’altro che marginale nel campo dell’ediFondo anticotoria anarchica, libertaria e, più in generale, “militante”. Come mezzo di propaganda e circolazione delle idee l’opuscolo è infatti uno strumento di semplice e immediata realizzazione, adatto alle precarie condizioni in cui, spesso, si trovavano ad operare autori, tipografi ed editori, in grado di consentire una diffusione ad ampio raggio e una larga accessibilità, grazie al prezzo contenuto e all’impatto meno problematico del libro su larghe fasce di lettori.

Tutti i libri sono collocati a scaffale aperto, anche se per valorizzare la vocazione di biblioteca orientata alla critica sociale, in particolare nell’ambito delle religioni, i curatori della “Travaglini” hanno ritenuto opportuno non utilizzare la classificazione Dewey come criterio di ordinamento fisico. L’impianto della CDD infatti, ideato nel suo schema di base da Melvil Dewey nel 1876, riflette una visione del mondo oggi inadeguata e in certi casi perfino discriminatoria, tipico prodotto dell’anglosaxonism: ideologia per maschi WASP (white anglo-saxon protestant) che permeava la cultura dell’Amherst College. Qui Dewey era stato educato ai principi del cristianesimo protestante ortodosso e nella biblioteca di quest’istituto aveva iniziato ad applicare il suo impianto di classificazione/collocazione. La CDD ha poi conosciuto una grande fortuna, tanto da risultare lo schema più utilizzato a livello internazionale, ma nonostante le oltre venti edizioni e le profonde rielaborazioni a cui è stato sottoposto non si è mai sganciato dal modello originario. In particolare la classe 200 (Religione) è attualmente al centro di un serio progetto di revisione teso a ridurre la supremazia del cristianesimo e attento al pluralismo religioso, che in ogni caso potrà solo molto difficilmente soddisfare le esigenze di una biblioteca come la “Travaglini”.

Per queste ragioni la collocazione dei libri sugli scaffali, anche per facilitare la navigazione degli utenti tra nicchie semantiche affini, segue uno schema che è stato appositamente elaborato, mentre sul catalogo le esigenze di uniformità con le altre biblioteche della rete hanno fatto comunque propendere per l’utilizzo della classificazione Dewey.

La raccolta libraria è stata quindi suddivisa in due aree principali – Biblioteca del Libero Pensiero e Biblioteca di Studi Sociali – che al loro interno seguono uno schema di collocazione a più livelli.

 

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