Archivio-Biblioteca Enrico Travaglini

per gli studi sociali e il libero pensiero

PETTINARI, ALFONSO

 

Nasce a Macerata il 1 marzo 1900 da Filippo e Annunziata Andrenelli; verniciatore di mobili. E’ uno dei più noti sovversivi della provincia di Macerata, inizialmente comunista diventa poi anarchico. Per ragioni di lavoro nel 1923 si trasferisce a Roma, propagandista, è anche attivo antifascista: a causa degli scontri con i fascisti viene condannato a 80 gg di arresto per lesioni volontarie (sparo di colpi di rivoltella e ferimento con pugnale di un fascista). Diventa amico del Lucetti, a cui procura un alloggio a Roma, è denunciato con altri come sospetto complice per l’attentato dello stesso al Duce, ma il 28.5.1927 è assolto in istruttoria dal Tribunale Speciale di Difesa dello Stato, per insufficienza di prove. Nel successivo mese di giugno viene assegnato comunque al confino (Ponza) per 5 anni. Nel 1928 il Pretore di Ponza lo condanna a 15 gg di arresto per oltraggio alla forza pubblica e nel 1931 subisce un’ulteriore condanna a 4 mesi per contravvenzione agli obblighi di confino. Viene dimesso da Ponza il 27 marzo del 1932. Dal 1932 al 1938 rientra nelle Marche, a S.Ginesio (MC) dove la sua bottega di artigiano costituisce un luogo di ritrovo per molti antifascisti della zona. Le autorità di Polizia lo vigilano attentamente e  sospettano che tenti di riorganizza i sovversivi della zona pertanto è rimpatriato nella nativa Macerata. E’ compreso nell’elenco delle persone da arrestarsi in determinate circostanze. Nel giugno del 1941 è di nuovo arrestato e condannato a 3 anni di confino a causa di una riunione con altri elementi sovversivi. Nel dicembre dello stesso anno è prosciolto dall’accusa. Rientrato a Macerata continua la sua attività propagandista e di organizzatore antifascista. Nel 1943 P. ed i suoi compagni, di diverse fedi, si ritirano in montagna ed inizia l’attività partigiana. Nel Maceratese opera la Brigata “Spartaco” e P. fa parte del II Btg “Buscaferri” (Ex banda di Carpignano) dove svolge l’incarico di commissario politico. Partecipa a numerosi scontri con i nazifascisti. Fa parte del CLN di Macerata, Nel 1944 con le formazioni partigiane del Gruppo Bande Nicolò, partecipa alla lotta per la liberazione di Macerata. Muore in azione il 14 luglio 1944, a Macerata.

 

Fonti: acs, Cpc, fascicoli ad nomen, b 3898, ACS, confinati Politici - fascicoli personali, b. 787; ACS, TSDS, 1926, busta 8, fascicolo 43; Umanità Nova 4.3.1945.

 

Bibliografia: Giuseppe Mari, Guerriglia sull’appennino - La Resistenza nelle Marche, Argalia Ed. Urbino 1965, pp. 263, 325 e 329; AAVV, Resistenza e Liberazione nelle Marche – atti del convegno di studio nel XXV della Liberazione, Argalia Ed. Urbino, 1977 p.457; Augusto Pantanetti, Il Gruppo Bande Nicolò e la liberazione di Macerata, Argalia Ed. Urbino 1973. p. 265.

 

Federico Sora, 2/4/2003

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